
Obiettivi
Aumentare l’autosufficienza alimentare della zona di Guelakh attraverso lo sviluppo della produzione di riso e il rafforzamento di una rete di fattorie ecologiche integrate.
Risultati ottenuti
90 ettari coltivati a riso.
180 famiglie sono autosufficienti dal punto di vista alimentare e hanno aumentato il loro reddito
Con quali attività?
- Acquisto delle attrezzature agricole e dei veicoli necessari
- Istituzione di un fondo di micro-credito
- Equipaggiamento di un magazzino e di una banca dei cereali
- Messa a coltura di 100 ettari di terreni irrigui idonei per la risicoltura
Partner locali
GJEG, Associazione dei giovani allevatori di Guelakh, attiva dal 1989 a Guelakh nella creazione e diffusione di un modello di agricoltura ambientale sostenibile.
UIAPR, Unione Interprofessionale degli agricoltori e degli allevatori del distretto di Rao, creata nel 2007 a seguito dell’estensione delle attività del villaggio di Guelakh.
Il contesto
Guélakh è un villaggio situato nel Nord del Senegal, a 22 km da Saint-Louis. Qui, da 22 anni, il Groupement des Jeunes Eleveurs de Guélakh sta portando avanti un originale esperimento di “ecovillaggio” africano. Gli animatori di questo esperimento, Doudou e Ousmane Sow, sono di etnia Peul. I Peul sono pastori nomadi da centinaia di anni, vivono in tutti i paesi dell’Africa occidentale. In molte zone il loro stile di vita è entrato in crisi dopo le grandi siccità degli anni ’70 e ’80.
A Guélakh si è cercato di elaborare un nuovo modello sostenibile che integra rimboschimento, agricoltura e pastorizia. I terreni, una volta rimboschiti sono meno vulnerabili all’erosione eolica e c’è una maggiore disponibilità di foraggio per gli animali che non vengono più allevati in maniera nomade ma in stalla, diventa così possibile raccogliere concime da utilizzare per aumentare la fertilità dei terreni. Su questi terreni maggiormente protetti e rivitalizzati è possibile avviare sia colture pluviali che irrigue.
Durante gli anni il villaggio di Guélakh è diventato un modello di sviluppo imitato dai contadini della zona.
Vicino al villaggio passa un braccio secondario del fiume Senegal, ci sono quindi terreni facilmente irrigabili. Di qui l’idea di avviare la coltivazione del riso, un passo importante verso l’autosufficienza alimentare.