Sud del mondo
la aree tematiche
di azione, i progetti e
i Paesi coinvolti
Difesa del territorio e sovranità alimentare

36 mesi. Inizio: marzo 2014.

Costo complessivo:Euro 435.370

A carico Partner locale Euro 72.910

Cofinanziamento della Fondation Assistance Internationale Euro 313.580

Costo a carico di Fratelli dell’Uomo Euro 48.880

obiettivi

Contribuire alla partecipazione attiva delle comunità nella definizione ed esecuzione di politiche, piani e leggi relative allo sfruttamento delle risorse naturali e alla sovranità alimentare, preservando i propri diritti culturali, politici,economici e sociali.
attivitàpartner localicontesto
Ricerca partecipativa su: situazioni che vivono le comunità.

Passi finora compiuti, esperienze e soluzioni individuate in Guatemala o in altri paesi.

Formazione di leader, promotori, autorità ancestrali delle Comunità indigene.

Produzione di strumenti informativi e di materiale di diffusione per generare consapevolezza e appoggiare l’azione dei movimenti sociali e delle comunità.

Elaborazione di proposte che, forti di un ampio consenso Sociale e confrontate con quanto viene maturando in altri percorsi sociali e politici, possano incidere sulle politiche pubbliche riguardanti sovranità alimentare, risorse naturali, diritti dei popoli indigeni.

Consulenze specialistiche tecnico giuridiche alle comunità mobilitate in difesa del territorio e delle risorse naturali.

Promozione di scambi Nord-Sud.

SERJUS (Servicios Juridicos y Sociales), ONG costituita nel 1987, che ha come obiettivo la partecipazione delle comunità indigene rurali ai processi di sviluppo locale.
Molte comunità indigene del Guatemala (108.889 km², 14,7 milioni di abitanti) si sentono oggi minacciate da progetti (concessioni minerarie, idroelettriche, grandi estensioni per la produzione di agrocombustibili) di cui non conoscono a fondo gli aspetti tecnici e legali ma che percepiscono come un pericolo per le loro risorse naturali (terra e acqua in primo luogo) e per la sopravvivenza stessa della comunità.
> Gli interessi in gioco sono enormi e anche se esiste un quadro normativo nazionale e internazionale che riconosce i diritti dei popoli indigeni e che impone allo Stato di negoziare con le comunità interessate qualunque intervento o concessione che riguardi l’uso delle loro terre e delle loro risorse naturali, di fatto questi diritti sono calpestati e i pronunciamenti delle comunità ignorati.
> Il progetto si prefigge di fare in modo che esse acquisiscano strumenti e forza organizzativa sufficiente per farsi ascoltare e per partecipare effettivamente alle decisioni che le riguardano.