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"La
vera crisi mondiale è la scarsità di acqua"
Elisabeth
Dowdeswell
Direttrice
del programma ambiente dell'ONU
"Nel
prossimo secolo le guerre scoppieranno per l’acqua, non
per il petrolio”
Ismail
Serageldin
vicepresidente
della Banca Mondiale, 1995
L’acqua da sempre rappresenta
per la storia della terra la maggiore ricchezza e risorsa
perché fondamentale in qualsiasi processo vitale.
L’acqua è stata all’origine delle prime civiltà e;
nelle varie aree dell’ecumene.
L’acqua ha fortemente influenzato tutte le culture.
Oggi però rischia di divenire per l’umanità il problema
principale tanto per il Nord che per il Sud del mondo.
A questa crisi concorrono comportamenti umani scorretti
sia sul piano sociale sia sul piano politico:
La salubrità
dell'acqua è minacciata dall'inquinamento sia agricolo sia
industriale e dagli scarichi urbani.
La sua disponibilità
è ridotta da consumi eccessivi e scorretti in tutti gli
ambiti, compresi quelli della quotidianità domestica.
Dal 1950 ad oggi la domanda di acqua si è triplicata e si
prevede che nel 2050 raddoppierà provocando una concatenazione
di gravi conseguenze ambientali e sociali come il progredire
della desertificazione e il relativo processo di migrazione
di grandi masse di persone che si concentreranno nelle zone
più fertili del mondo ed accelereranno i processi di squilibrio
demografico e ambientale.
L’accesso
all’acqua si riduce drasticamente, in seguito a politiche
di privatizzazione. Un miliardo e mezzo di persone non hanno
attualmente accesso all’acqua potabile, più di due miliardi
non possono usufruire neppure di minimi servizi sanitari
e tale mancanza contribuisce ogni giorno alla morte di circa
30.000 persone tra cui soprattutto bambini e donne.
Il più difficile accesso all’acqua potabile, con tutto ciò
che naturalmente ne consegue, non riguarda solo i paesi
storicamente svantaggiati o in via di sviluppo ma si ripercuote
anche nel Nord del mondo, dove si ripropongono gravi squilibri,
sia nell’immediato sia nel medio periodo. In questo senso
il problema dell’acqua e di un suo uso responsabile diviene
una questione “glocale”: coinvolge il proprio territorio
d’appartenenza all’interno di una interdipendenza globale.
Questa convinzione è alla base del progetto di Fratelli
dell’uomo “Acqua sostenibile”. Infatti esso si propone di
stimolare comportamenti responsabili rispetto all’uso dell’acqua
in un territorio, legandoli alla consapevolezza dei significati
e delle problematiche che l’acqua assume per tutti gli esseri
viventi.
Il progetto di Fratelli dell’Uomo vuole incentivare e affiancare
l’ente locale nell’affrontare in modo più preparato e completo
le problematiche relative all’acqua, con una metodologia
partecipativa che renda la società civile sia destinataria
sia promotrice di un nuovo approccio. L’ente locale a partire
dalla storicizzazione delle proprie politiche sull’acqua,
partecipa al progetto coinvolgendo nella riflessione e nella
gestione complessiva del problema soggetti e gruppi target
che diventeranno contemporaneamente destinatari ed agenti
di formazione.
Il progetto prevede infatti la formazione
comune dei soggetti coinvolti in primo luogo le scuole.
E’ nella scuola di ogni ordine e grado che transitano i
futuri cittadini: non è mai troppo presto per avviare a
comportamenti responsabili e solidali. Diventare buoni cittadini
del proprio territorio significa diventare buoni cittadini
del mondo. I soggetti coinvolti lavoreranno a realizzare
azioni e prodotti destinati a tutta la cittadinanza.
L’obiettivo è la messa in moto di un processo culturale
e comportamentale capace di autorigenerarsi e sostenersi
di continuo in una visione che fonde vicino e lontano, passato,
presente e futuro.
Ogni azione positiva: una goccia di vita.
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